Lasciarsi guardare

Una sessione di ritratto di fotografia terapeutica, dal vivo, per chi non si piace in fotografia

In tutti gli altri percorsi sei tu a fotografarti. Qui no: qui ti fotografo io.

È una differenza che cambia tutto. Perché la cosa più difficile non è imparare a scattare. È lasciarsi guardare. Senza mettersi in posa. Senza correre a controllare com’è venuta. Senza difendersi.

E sì: all’inizio è scomodo. Stare al centro imbarazza, e chi ha attraversato questa sessione lo dice quasi sempre. Non lo nascondo — quel disagio non è un errore del percorso. È il punto da cui si parte.

Come funziona la sessione

Prima ti accolgo. Non comincio fotografando: comincio costruendo uno spazio comodo, dove non c’è niente da dimostrare e nessuna fretta.

Poi scattiamo. Ti guido: faccio domande, osservo, fotografo quello che vedo. Non ti chiedo di essere qualcuno. Ti chiedo di esserci.

Quella che nasce è una fotografia spontanea. Scatto io, ma non sto costruendo un’immagine: sto raccogliendo sensazioni, senza il mio giudizio e senza il mio pregiudizio. Il mio compito non è decidere come devi apparire. È accorgermi di te.

Poi guardiamo insieme. Ed è qui che succede tutto — non lo dico io, lo dicono le persone: molte trovano questo momento più interessante dello scatto.

Qui lavoriamo sullo sguardo appreso: quello con cui hai imparato a giudicarti, e che si accende puntualmente ogni volta che ti vedi in una fotografia. Io ti presto il mio sguardo. Non per dirti che sei bella o bello — per restituirti sfaccettature di te che dal tuo punto di vista non vedi.

Ed ecco la cosa curiosa: sensazioni che avevi dentro in forma confusa, all’improvviso hanno una forma. Le vedi. Sono lì, in un’immagine.

Quasi sempre c’è dentro qualcosa che non sapevi di avere.

I tuoi tempi, i tuoi confini

Su questo non transigo. Ed è l’unica cosa su cui ho un dato, non una promessa: alla domanda “ti sei sentito visto e rispettato nei tuoi tempi e nei tuoi confini?”, tutte le persone che hanno fatto questa sessione hanno risposto di sì.

Non si va dove non vuoi andare. Niente da dimostrare, niente da subire.

Non è un servizio fotografico

È un lavoro di consapevolezza. Non è un book, non è un ritratto per il profilo, e non è un percorso terapeutico.

Il risultato non sono le foto. Sono le foto più quello che succede guardandole insieme.

Per chi è

  • Chi ha un rapporto difficile con la propria immagine e con lo sguardo degli altri
  • Chi si irrigidisce, si mette in posa o fugge davanti a un obiettivo
  • Chi vuole un’esperienza forte e concentrata, in un tempo solo
  • Chi è curioso di vedersi con occhi che non siano i propri

Per chi non è

  • Chi cerca fotografie belle, un book o un ritratto professionale
  • Chi cerca conferme sul proprio aspetto
  • Chi è in cerca di un percorso terapeutico

Quanto dura e dove

Una sessione individuale di due o tre ore, solo in presenza — perché lasciarsi guardare attraverso uno schermo non è la stessa cosa.

Organizzo le sessioni di volta in volta in diverse città, con centri fotografici, spazi di benessere e realtà che ospitano i miei progetti. Finora Brescia e Cento. Scrivimi e ti dico dov’è la prossima — o, se hai uno spazio che potrebbe ospitarla, parliamone.

Le parole di chi l’ha attraversata

Non è un percorso sull’apparire. È un percorso sull’essere.

Il risultato batte la paura dieci a uno. Quello che si sperimenta è un contatto profondo con le proprie emozioni e le proprie parti — anche la paura ne fa parte.

Ho potuto dare una forma a emozioni e sensazioni fumose, che ora riesco a vedere concretizzate in alcune immagini.

È stato come vedersi davanti allo specchio per la prima volta.


Chi ti accompagna

Sono Roberto Vigasio, fotografo di terza generazione. Per anni il ritratto è stato il mio mestiere; oggi è uno strumento di incontro. Mi sono formato all’Istituto di Fototerapia Psicocorporea di Bologna, dove insegno, e sono facilitatore del metodo SPEX (The Self-Portrait Experience) di Cristina Nuñez.

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Facciamo una chiacchierata

Prima di ogni sessione ci sentiamo. Senza impegno: giusto per conoscerci e capire se è il momento giusto per te.

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